5 motivi per cui Dark Age of Camelot è l’unico videogioco che valga la pena giocare.

La storia videoludica può essere suddivisa in due ere ben distinte: AD (Ante-Daoc) e PD (Post-Daoc). Entrambe fanno schifo.” – semicit.


Con la suddetta premessa non ho la presunzione di elevare Dark age of Camelot a miglior videogioco mai pubblicato, quanto a solo e unico simbolo di speranza in un mondo decadente, sia esso reale o virtuale.

Era il lontano 2002 e un’Italia ignara si apprestava ad essere stravolta dal più grande cataclisma socio-cultu-ludico-rale dai tempi del pane affettato. Al numero di aprile di “Giochi per il mio computer” viene allegato Dark age of Camelot (più un titolo minore che negli anni seguenti andrà ad avere un impatto quasi inesistente sul mercato videoludico: Unreal).

A pochi e fortunati individui in possesso di una connessione internet decente viene dato accesso a quella che verrà in seguito conosciuta come la società degli eletti: il reame di Hibernia. Gli altri giocheranno su Albion e Midgard.

Una volta “dentro” ci si accorge subito di essere parte di qualcosa di speciale e che nessuno aveva osato realizzare prima.  È a Daoc infatti che viene attribuita la nascita degli MMORPG (Ultima Online, La quarta profezia e Everquest – per citarne alcuni – sono l’equivalente ludico del Molise ndr), genere videoludico tra i più famosi e longevi che vanta ancora oggi dozzine di appassionati in tutto il mondo.

La grafica,  le musiche e l’intero comparto tecnico di il suo superano quelli che normalmente vengono definiti “i massimi livelli”, tanto che le testate giornalistiche del settore sono costrette ad adottare una nuova scala di valutazione: l’11/10



Quello che Dark age of Camelot ha saputo donare però va oltre tutto ciò che appare su schermo a chi lo gioca e se è vero che “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile gli occhi” ecco a voi i 5 motivi per cui Dark Age of Camelot è l’unico videogioco che valga la pena giocare.

n. 1) – “la musichetta di quando parte il gioco” – che poi sarebbe questa:


n. 2) – un sacco di ragazzi hanno smesso di andare in chiesa grazie a Dark age of Camelot (aka “prima di giocare a DaoC ero cattolico praticante”) –


 

n. 3) – me lo sono tatuato sul polpaccio –

*Dark age of Camelot theme intensifies* #darkageofcamelot #daoc

A post shared by Luca (@kjoene) on


n. 3) – potersi vantare di aver partecipato alla beta sui server americani, tanto nessuno aveva modo di controllare se fosse vero –


n. 4) – “dopo lo SMAU” –


n. 5) – Il videogiocatore medio di Daoc è abbastanza rincoglionito da non accorgersi che ci sono due punti n. 3 nella lista –